DAUNIA DUE SICILIE
  Condizioni delle regioni "meridionali" prima dell' invasione piemontese
 

Calabria

 

Prima dell'unità d'Italia era la più ricca regione d'Italia, ora è la più povera d'Europa. In Calabria lo sviluppo delle industrie iniziò con lo sfruttamento delle miniere di ferro e di grafite: Real Stabilimento di Mongiana, un'area coperta di 12.000 metri quadri, con una fonderia e uno stabilimento siderurgico, due altiforni per la ghisa, due forni Wilkinson e sei raffinerie, si producevano trafilati, laminati e acciai da cementazione. Fabbrica d'armi su un'area coperta di circa 4.000 metri quadri. Altri stabilimenti siderurgici erano a Pazzano, Fuscaldo,  Cardinale e Bigonci. Altre attività per antica tradizione, oltre alla notevole e pregiata produzione agricola, erano quelle tessili, in cui essa primeggiava per la produzione della seta, gli arsenali ed i numerosi cantieri navali. I calabresi impiegati nelle sole industrie erano allora poco più di 31.000.

 

Nessuna emigrazione.

 

 

 

 

Puglia e Basilicata 

 

Opifici di lana, di cotone e di lino, con produzione esportata in tutto il mondo. Numerose filande quasi tutte motorizzate. Fabbriche di presse olearie e di macchine agricole prodotte negli stabilimenti di Foggia e di Bari. Aziende agricole e chimiche, numerosissime flottiglie per la pesca e cantieri navali. A Barletta vi era una salina che riforniva tutta l'Europa. Centro di riferimento, per tutto il Regno, era l'attivissima Borsa di Commercio di Bari.

 

Nessuna emigrazione.

 

 

 

 

Abruzzo e Molise 

 

Produzione d'utensili, di lame di acciaio, rasoi e forbici, esportati in tutto il mondo. Numerosi opifici tessili e per la produzione della carta. Allevamenti pregiati di bovini e caprini che consentivano anche una eccellente produzione casearia. Nessuna emigrazione

 

 

 

 

Campania

 

Tra le regioni più industrializzate d'Europa, lungo l'asse Caserta - Salerno. Opificio di Pietrarsa dove si producevano motori a vapore, locomotive, carrozze ferroviarie e binari. Cantieri navali tra i migliori d'Europa, come quello di Castellammare di Stabia, fabbriche d'armi e di utensileria, aziende chimiche - farmaceutiche e per la produzione della carta, del vetro, concia e pelli, alimentari, ceramiche e materiali per edilizia. Setificio di S. Leucio. Numerose fabbriche di strumenti tecnici, orologi, bilance, e una miriade di fabbriche minori, nei più svariati campi di attività. Eccellente la produzione agricola in gran parte esportata. Nessuna emigrazione.

 

 

 

Sicilia

 

Pesca, cantieri navali e industrie meccaniche. Esportazione di zolfo, olio d'oliva, agrumi, sale marino e vino. Le principali correnti di traffico erano dirette verso l'Inghilterra (del 40%), verso gli Stati Uniti d'America (con un terzo della produzione d'agrumi) e verso gli altri paesi europei. La Sicilia per questi suoi commerci aveva costantemente un saldo attivo. Nessuna emigrazione.

 
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